Prove di scrittura di Tartarugosa: Trasformare i sette vizi capitali in virtù; Trovare per ogni parola l’aggettivo più banale e quello contestuale alternativo; Immaginate che i giorni della settimana siano persone e si presentino; Scrivere cinque brevi storie: ognuna deve avere come protagonista un dito della mano

Esercizio:

Trasformare i sette vizi capitali in virtù

Cantico della felicità ritrovata

Sii tu superbo, giacché il tuo valore venga a tutti reso noto e tutti abbiano a rispettarti ed adularti;

Sii tu avaro, affinché i tuoi beni abbiano sempre a riempirti di gioia nella loro conta e riconta;

Sii tu lussurioso, perché i piaceri del corpo esaltino i tuoi sensi e ti rendano desiderabile;

Sii tu iracondo e sappiano gli altri che sempre devono temerti nelle contrarietà;

Sii tu goloso e avido di delizie e prelibatezze per il soddisfacimento del palato e del ventre;

Sii tu invidioso di chi mostra di avere più di te, poiché sarà pretesto per nuova ed esclusiva prosperità;

Ed infine sii tu accidioso, perché nell’indolenza della pigrizia tu possa godere dei tuoi giorni felici per tutto ciò che sei e che hai.

Esercizio:

Trovare per ogni parola l’aggettivo più banale e quello contestuale alternativo

PAROLEAGGETTIVI PIU’ UTILIZZATIAGGETTIVI ALTERNATIVI
SELVAoscuralegnosa, odorosa, ombrosa, umida
ACQUAfrescastagnante, sorgiva
ESTATEtorridaIncandescente, bruciante
INVERNOfreddonudo, immobile, silenzioso
PRIMAVERApazzacapricciosa, gemmata, erotica, incerta
FAMEmortovuoto, spasmo, languore
VENTOfreddoimpetuoso, scompigliante, impertinente
VOCEstentoreamusicale, suadente, baritonale, carezzevole,
SONNOprofondoLetargico, ristoratore, appagante, abbandonico

Esercizio:

Immaginate che i giorni della settimana siano persone e si presentino

La scelta di Domenica

Alla quarantottesima settimana dell’anno, Domenica improvvisamente realizzò che nulla era mutato rispetto alla sua condizione di donna single giovane e piacente, ma schiacciata tra un Sabato e un Lunedì che non lasciavano presagire grandi progetti per il futuro, se non fosse stata lei stessa artefice di un possibile cambiamento.

Oramai non sopportava più Sabato. Asfissiante, sempre col fiato sul collo, ruffiano e approfittatore: “Tanto c’è Domenica” era il congedo di ogni sua fine giornata.

Che dire poi di Lunedì, lungo e allampanato, con una nera chioma riccia che arrivava a sfiorare le spalle ricurve, apparentemente oppresse da tutto il peso del mondo.

Depresso e senza speranze, l’opposto di me” l’aveva subito classificato Domenica.

Martedì e Mercoledì erano invece una coppia omosessuale: il primo con un infelice esito di polio che lo costringeva a strascicare la gamba destra e, nei tempi peggiori, ad usufruire di una sgangherata carrozzina a rotelle. Il secondo, per contro, un aitante sportivo, alto, muscoloso, con spalle possenti e bicipiti strabordanti.

Già occupato e in giro per il mondo a gareggiare e conquistare coppe e medaglie” sospirò Domenica nella disamina di chi, fra i due, potesse essere un buon soggetto da frequentare.

Giovedì … Giovedì, sì se lo ricordava quella volta che lo aveva incrociato sul pianerottolo, una pancia prominente, una ventiquattrore gonfia quasi quanto il suo addome e l’aria del business man affaccendato con l’agenda satura di impegni. Praticamente non l’aveva quasi degnata di uno sguardo e quando si era presentata, l’aveva liquidata con un “Ah, la fanciulla che ha fatto perdere la testa a Lunedì. Buon gusto il giovanotto. Mi scusi, ma vado di fretta”.

Domenica restò stupefatta: Lunedì innamorato di lei? Ma se praticamente non si erano mai parlati …

Infine restava solo Venerdì che le parve subito uno sbruffone, la classica persona adulatrice che dietro le parole nasconde secondi fini.

La signorina Domenica, ma che piacere! Ma che fascino, che eleganza!” esclamò mentre portava la sua mano verso le labbra sottili. “Sabato talvolta mi invita a unirmi con voi per trascorrere liete e rilassanti ore, continuò senza toglierle lo sguardo di dosso, “ma purtroppo, lei sa com’è fatto Sabato … inconcludente, disorganizzato … quando pare che tutto sia stato predisposto, gli resta sempre qualcosa da portare a termine”.

Domenica annuì, mentre le risuonava l’eco del “Tanto c’è Domenica”. Tuttavia, considerato il viscido cascamorto che le si scioglieva davanti, forse era meglio così.

I piani del condominio erano terminati, ma quel suo passare in rassegna i vicini di casa qualche risultato l’aveva pur dato.

Rivide le spalle curve di Lunedì, che amorevolmente le regalava, a sua insaputa, il rimpianto di svegliarsi mentre lei si addormentava.

Ora che il giorno si spegneva, prima di rinchiudersi nel suo appartamento, Domenica fissò la porta di Lunedì con un tenero sorriso.

Girata la chiave nella serratura, appoggiata allo stipite dell’uscio pensò agli uomini appena incontrati e una frase memorabile le si scrisse sulle labbra: “Dopotutto, domani è un altro giorno!”

Esercizio:

Scrivere cinque brevi storie: ognuna deve avere come protagonista un dito della mano

Addio al pollice opponibile?

Allarme della Società Ortopedica Italiana: i dati epidemiologici stanno evidenziando una rapida ascesa di patologie osteoarticolari alla mano, in particolare al dito pollice.

Fra i giovani le sindromi più diffuse sono relative al dito a scatto e alla tenosivite cronica stenosante, mentre tra i soggetti anziani detiene il primato la rizoartrosi, malattia degenerativa che colpisce l’articolazione trapezio-metacarpale.

Le ricerche sinora condotte attribuiscono questi fenomeni alla diffusione e all’uso sconsiderato delle nuove tecnologie elettroniche, che rapidamente comportano l’atrofizzazione del più importante meccanismo evolutivo umano, ovvero il pollice opponibile.

La più funesta delle previsioni induce a pensare che presto non saremo più in grado non solo di scrivere, ma anche di compiere i normali gesti manuali della vita quotidiana.

Per contrastare questo rischio, a livello preventivo gli esperti raccomandano di dedicare almeno mezz’ora al giorno alla scrittura manuale in corsivo, riconosciuta come lo strumento più efficace per mantenere integra la funzionalità del pollice. O seguire l’esempio giapponese, dove sono in corso cicli di rieducazione funzionale estesi anche al primo dito del piede e dove, con sorpresa, paiono avvantaggiati i portatori di alluce valgo.

Amiche

Ci crederesti?” con voce lacrimosa Lorenza gira il cucchiaino nella tazza fumante di thé, mentre Anna, in paziente attesa, è pronta a ricevere dall’amica le confidenze amorose di una relazione passata dall’idillio alla recriminazione.

E’ soprattutto con me stessa che sono arrabbiata, ma come ho fatto a non accorgermene prima?” continua Lorenza tenendo a coppa fra le mani il caldo ristoratore della mug.

Sai che cos’è? Uno sputasentenze, giudicante, accusatorio, polemico. La parte che conosco meglio del suo corpo è l’indice, in perenne movimento: lo punta, lo rotea, lo alza, lo scuote …Ed è impossibile replicare per arginare quel fiume di tu non, tu sei, tu fai, tu credi … Persino per farmi capire che devo tacere si porta quel maledetto indice alla bocca! Devo sempre subire e, francamente, questa storia sta diventando insopportabile. Tu che faresti al posto mio?”

Silenziosamente Anna, con lo sguardo tra il compassionevole e il divertito, stringe la mano destra a pugno, la solleva e libera in tutta la sua statura il dito medio.

Tradito dal dito

Com’è finita la storia con Eleonora?” chiede Roberto con invidiosa noncuranza, guardando di sottecchi il bell’Alessio, l’avvocato più corteggiato dello studio e la cui fama di latin-lover è nota a tutti.

E’ finita che è proprio finita” risponde laconico il quarantenne ancora abbronzatissimo, nonostante l’avanzato mese di settembre.

Vuoi farmi credere che ha prevalso il tuo codice morale?” indaga il collega pensando alla povera e ignara moglie.

In realtà ha prevalso il mio anulare” ridacchia nervosamente Alessio.

Roberto posa lo sguardo sul cerchietto d’oro del dito incriminato.

Nooo, ti sei dimenticato di togliere la fede! Stai perdendo i colpi, vecchio mio!”

E’ che purtroppo l’ho tolta all’ultimo minuto, dimenticando piuttosto che lo scapolone per eccellenza non dovrebbe fare le ferie al mare con moglie e figli”.

E allora come ha fatto a scoprirlo Eleonora?”

Alessio si sfila l’anello e l’anulare, lì dove poggiava la promessa di amore eterno, mostra nel contrasto di colore la sua fedeltà al giuramento.

L’infelicità del mignolo

“Ohiohi, ohimé, che vita grama è la mia! Sono l’ultimo di cinque fratelli e il più corto per evidente errore di approvvigionamento di materia prima; gli altri quattro si ricordano di me solo in due occasioni: fare il cinque o le corna; i pochi che mi nominano lo fanno riferendosi ironicamente all’orecchio di Napoleone Bonaparte e altri invece mi danno del maleducato perché mi alzo quando si beve il caffè. Ma si può sapere che ci faccio qui?”.

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