fonte informativa: https://www.repubblica.it/venerdi/
Simone Porrovecchio descrive su Il Venerdì di Repubblica (27 marzo 2026, pp. 56-57) il recupero genomico delle tartarughe giganti di Floreana nelle Galápagos
Il programma utilizza incroci selettivi basati su DNA antico per ripopolare l’isola con specie estinte da oltre 150 anni [2, 4].
Simone Porrovecchio ha descritto su Il Venerdì di Repubblica del 27 marzo 2026 (pp. 56-57) il progetto di recupero genomico delle tartarughe giganti di Floreana, nelle Galápagos. Si tratta di un’iniziativa scientifica per reintrodurre la sottospecie Chelonoidis niger niger, estinta da circa 150-200 anni a causa della caccia da parte dei balenieri.
Contesto storico
La specie scomparve dall’isola di Floreana a metà dell’Ottocento, ma nel 2019-2020 sono state scoperte tartarughe con legami genetici sulla vicina isola di Isabela, sul vulcano Wolf. Il DNA estratto da ossa fossili e campioni museali ha confermato un’antica parentela, con gli esemplari moderni che condividono dal 40% all’80% del patrimonio genetico originario.guidominciotti.blog.
Fasi del progetto
Nel febbraio 2026, 158 giovani tartarughe (8-13 anni), nate da un programma di riproduzione selettiva coordinato dal Parco Nazionale delle Galápagos, sono state liberate su Floreana. Questo segna il più grande sforzo di ripristino ecologico nell’arcipelago, con l’obiettivo di reintrodurre circa 700 individui per restaurare l’ecosistema, aiutati da satelliti per il monitoraggio.
Impatto ecologico
Le tartarughe giganti fungono da “ingegneri ecosistemici”: pascolando, controllano la vegetazione invasiva e favoriscono la rigenerazione del suolo, contrastando secoli di degrado umano. L’articolo di Porrovecchio evidenzia come questo ritorno, dopo oltre un secolo, rivitalizzi un’isola resa famosa da Darwin.
