Giornata mondiale delle tartarughe, 23 maggio 2018

Oggi è la Giornata mondiale delle tartarughe. In natura ne esistono 328 specie, vivono sulla Terra da 150 milioni di anni, si muovono in acqua o in superficie, hanno un guscio per casa e campano anche un secolo. Tuttavia ogni anno nel Mediterraneo 130mila tartarughe Caretta caretta rimangono vittime di catture accidentali durante le normali operazioni di pesca professionale: 70mila abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, 40mila rimangono intrappolate in reti a strascico e circa 23mila in quelle da posta. Spesso, poi, l’ultima cena delle tartarughe marine sono sacchetti o pezzi di plastica che scambiano per meduse. Ogni anno sono 100mila gli esemplari che muoiono così. Alcune però vengono salvate e rimesse in sesto. A Eboli oggi cinque Caretta caretta – Capitan Peter, Ettore, Melibea, Marianna e Valentina -ritorneranno in mare, dopo essere state curate e riabilitate presso il centro ricerche tartarughe marine della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.
Tra le specie più strane la tartaruga embricata (Eretmochelys imbricata) dotata di un carapace fluorescente che, nel buio dei mari tropicali (vive nelle isole Salomone), s’illumina con colori brillanti dalle tonalità verde, rossa e giallo fluo (leggi qui – Focus); la tartaruga del Mary River (Elusor macrurus), detta anche la tartaruga punk perché in testa ha una cresta di alghe verdi brillanti (qui una foto). Altra particolarità di questa specie è la capacità di respirare con il sedere attraverso la cloaca, lo stesso organo che usano per espellere escrementi e riprodursi. E poi c’è la tartaruga più vecchia del mondo, Jonathan, un maschio di 187 anni, gay. Spiega Enrico Franceschini sulla Repubblica: «È l’essere vivente più vecchio del mondo. Adesso è anche l’alfiere di una rivoluzione sessuale in uno dei luoghi più remoti della terra: l’isola di Sant’Elena, sperduta nell’Atlantico meridionale, a duemila chilometri dalle coste africane. Nato nel 1831, poco dopo la morte in esilio di Napoleone Bonaparte su questa minuscola colonia britannica, Jonathan è una tartaruga gigante e l’indiscussa celebrità locale. Dopo avere trascorso in solitudine buona parte della sua lunga vita, una trentina di anni fa ha cominciato a dare segni di irrequietezza. “Gli serve una girlfriend”, decretarono gli esperti. Il console francese, custode di Longwood, la casa in cui Napoleone esalò l’ultimo respiro, fece arrivare una seconda testuggine gigante, di nome Federica, affinché facesse compagnia a Jonathan. È stato amore a prima vista. Creature abitudinarie, le due tartarughe mangiano sempre alla stessa ora, si ritirano a dormire alle 4 del pomeriggio e ogni domenica mattina, puntualmente, Jonathan monta Federica. Ma lei non è mai rimasta incinta, suscitando ipotesi che uno dei due fosse sterile. Ora la verità è venuta a galla, come riporta a tutta pagina il Times di Londra: esaminandola per una malattia, un veterinario si è reso conto che Federica è un maschio. Nessuno se n’era accorto, anche perché Jonathan non ha mai smesso il corteggiamento nei suoi confronti» (leggi qui).

da Anteprima – La spremuta di giornali di Giorgio Dell’Arti

il Centro di recupero delle tartarughe marine di Riccione restituisce al mare Tina, la prima Caretta Caretta che inaugura la stagione dei rilasci

Dopo averla curata per tutto l’inverno, il Centro di recupero delle tartarughe marine di Riccione restituisce al mare Tina, la prima Caretta Caretta che inaugura la stagione dei rilasci (in tarda mattinata dalla spiaggia libera di fronte al centro fra gli stabilimenti balneari 44 e 42).