TartaRugosa ha letto e scritto di: Gabriella Bernabò (2012), Per troppa vita che ho nel sangue. Antonia Pozzi e la sua poesia, Ancora Editrice, Milano

E’ momento di riprendere in mano e rileggere questa biografia con quel turbamento suscitato forse da un titolo contraddittorio “per troppa vita che ho nel sangue”, così lontano dall’idea che a soli 26 anni (3 dicembre 1938) Antonia abbia deciso di abbandonare la scena della vita. D’altronde le biografie servono proprio a mettere in luce passaggi significativi per tentare di capire il mistero che ognuno … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di: Gabriella Bernabò (2012), Per troppa vita che ho nel sangue. Antonia Pozzi e la sua poesia, Ancora Editrice, Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di Georges Perec (1974) “Specie di spazi”, traduzione di Roberta Delbono, Bollati Boringhieri

Rieccomi a Perec. In questa fase storica in cui il mondo si misura con le costrizioni, una delle possibili forme di evasione è guardare a loro come opportunità. Che è esattamente ciò che ha fatto Perec con gli altri fondatori dell’Ou.Li.Po. (laboratorio di letteratura potenziale tra cui annoverare anche Italo Calvino), ovvero considerare regole e restrizioni formulate a priori come incentivo alla creazione letteraria. Più … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di Georges Perec (1974) “Specie di spazi”, traduzione di Roberta Delbono, Bollati Boringhieri

Casa di Tartaruga

tratto da: Il libro delle case, di Andrea Bajani Casa di Tartaruga Lo spazio non è molto,ma l’impressione non è di un luogo angusto. E’ concepito per un unico inquilino, una sorta di monolocale con lo stretto indispensabile. L’entrata è una sola, sul davanti. Da lì Tartaruga guarda il mondo; da lì, si ritira. Sulla parte posteriore ci sono due finestre sempre aperte, da cui … Continua a leggere Casa di Tartaruga

TartaRugosa ha letto e scritto di: Andrea Bajani (2021), Il libro delle case, Feltrinelli,Milano

Gaston Bachelard, filosofo francese, definisce la casa come uno spazio che racchiude e comprime il tempo attraverso la memoria e l’immaginazione. E’ questo spazio ancestrale che diventa eco e contenitore dei valori di intimità custoditi nel nostro mondo interiore. E’ fra queste mura che si raccolgono i quattro elementi della vita terrestre acqua, terra, aria, fuoco, agenti intermediari fra mondo esterno e interno Tanto più … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di: Andrea Bajani (2021), Il libro delle case, Feltrinelli,Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di: Alessandro Baricco (2021), Quel che stavamo cercando. 33 frammenti, Feltrinelli, Milano

Si può condividere o criticare i contenuti e la forma scelti da Baricco per guardare alla pandemia come evento che trascende il virus e si spinge verso confini ignoti. Si possono leggere i suoi frammenti come visioni oniriche o coglierli come lame taglienti per valicare frontiere scomode. Si può decidere di darne un’interpretazione psicanalitica o semplicemente lasciarsi trasportare nel continente insidioso della profondità morale. Leggo … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di: Alessandro Baricco (2021), Quel che stavamo cercando. 33 frammenti, Feltrinelli, Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di Georges Perec (1989) “Pensare/Classificare”, Rizzoli, Milano

Così come l’introduzione del concetto di “ limite” libera la creatività nella psiche umana, altrettanto si può affermare che, nella scrittura, la costrizione induce alla produzione di fantasia. E’ questo il primo pensiero che mi è sopraggiunto quando mi sono finalmente decisa di approfondire la conoscenza dell’Ou-Li-Po Ouvroir de littérature potentielle (“Opificio di letteratura potenziale”), gruppo francese fondato da Queneau e a cui aderirono, fra … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di Georges Perec (1989) “Pensare/Classificare”, Rizzoli, Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di Ivano Gobbato (2020), La Biblioteca dei libri perduti, Dominioni, Como

Ha ragione l’editore quando, nella Presentazione, scrive: “E’ uno di quei libri che sullo scaffale ci deve essere, come un vecchio amico che ti dà sicurezza sapendo che esiste. Dentro c’è una storia che è un’infinità di storie”, compresa quella di scoprire il significato di un album di figurine e di un cappello alla Davy Crockett alla fine del racconto, suggello di un rapporto molto … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di Ivano Gobbato (2020), La Biblioteca dei libri perduti, Dominioni, Como

TartaRugosa ha letto e scritto di: Antonio Moresco (2020), Canto degli alberi, Aboca, Arezzo

L’autore, chiuso nella stretta dell’isolamento causato dalla pandemia, di notte esce e nel cammino lungo le strade deserte si sofferma a osservare gli alberi. Ne scopre la voce, il pensiero, la potenza comunicativa. Parla agli alberi per parlare a se stesso, intrattiene dialoghi, interroga, risponde, instaura un sodalizio basato sul reciproco ascolto e in questi suoi intrattenimenti intersoggettivi con la vita arborea scopre le differenze … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di: Antonio Moresco (2020), Canto degli alberi, Aboca, Arezzo

TartaRugosa ha letto e scritto di: Pierre Bayard (2012), Come parlare di luoghi senza esserci mai stati, Traduzione di Riccardo Bentsik, Excelsior 1881, Milano

Ecco un motto molto accattivante : “Il miglior modo per parlare di un posto è di restarsene a casa”, che – per una tartaruga – calza alla perfezione. Di nuovo Bayard, già incontrato con “Come parlare di un libro senza averlo mai letto”, che questa volta ci prova con i luoghi, dimostrando che l’ignoranza rispetto ad un argomento non sempre è un ostacolo per poterne … Continua a leggere TartaRugosa ha letto e scritto di: Pierre Bayard (2012), Come parlare di luoghi senza esserci mai stati, Traduzione di Riccardo Bentsik, Excelsior 1881, Milano