TartaRugosa ha letto e scritto di: Lauren Slater (1997), Le stelle di Van Gogh, Mondadori, Traduzione di Cristina Saracchi

Una doppia immagine rimbalza nei ricordi di me bambina che ascolta affascinata e turbata l’inquietante fiaba di Andersen Scarpette rosse: un corpo che danza all’impazzata trasportato da due piedini di rosso vestiti e i due piedini mozzati di netto, che piangono gocce di rosso per la prigionia forzata, da cui nessuno sforzo è valsa la …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Remo Bodei (2009), La vita delle cose, Laterza editore

Nella mia vita professionale, il termine “anomia” sta ad indicare l’incapacità a denominare gli oggetti e in genere è un inquietante segnale di problema cognitivo: “dammi quella cosa lì…, come si chiama?…” Se risalgo a epoche più remote, la parola “cosa” era assai contestata dalla mia severa maestra Adriana, capace di abbassare di due voti …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Philippe Delerm (1998), La prima sorsata di birra, Frassinelli, Traduzione di Leonella Prato Caruso

Ecco una domanda filosofica che mi assale mentre attendo l’arrivo del risveglio dal sonno invernale: assaporiamo con gli occhi, col palato, col naso o con l’insieme dei tre sensi? Come l’opera di Proust insegna, quel gusto della madeleine bagnata nell’infuso di tè o di tiglio, scatena emozioni che fanno risalire alle immagini di un lontano …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Serena Dandini (2022), Cronache dal Paradiso, Einaudi Torino

A noi tartarughe piace sognare soprattutto quando, sepolte nell’attesa del transito invernale, abbiamo molte ore a disposizione per farlo. E che cosa appare nel nostro cervello ibernato? Ovviamente distese di verde trifoglio, gialli fiori di tarassaco, tenere cimette di ortica, infiniti prati da esplorare … E le parole confortanti degli umani che, come noi, fanno …

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Tartarugosa ha letto e scritto di: Camille De Angelis, (2022), Bones and all, Traduzione di Vincenzo Latronico, Mondadori, Milano

Appartengo a quella generazione che, durante gli anni tardo-adolescenziali, nelle domeniche invernali in compagnia di un numero ristretto di amici, amava trascorrere il pomeriggio nelle fumose sale cinematografiche. Il rito era consueto: scorrere le pagine del Corriere, scartare i film da cassetta e scegliere quelli ritenuti “impegnati”. Quanto più indecifrabili, tanto più must da non …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Mélissa Da Costa (2021), I quaderni botanici di Madame Lucie, Traduzione di Elena Cappellini, Rizzoli/BUR, Milano

Accadono improvvisi, quando meno te li aspetti, eventi capaci di interrompere il flusso della vita così come lo conoscevi, annientando ogni promessa di futuro. E’ proprio quello che succede ad Amande, mentre attende il rientro di Benjamin per una gioiosa serata all’aperto nello scoccare dell’arrivo dell’estate, mentre indugia col suo pancione prossimo a dare alla …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Alba Donati (2021), La libreria sulla collina, Einaudi, Torino

Quando sulla scrivania arriva un testo come questo, i libridinosi esultano di felicità. Non solo perché pensano a quanto sarebbe bello avere una simile libreria sotto casa, ma perché, amabilmente invidiosi, vorrebbero essere loro stessi gli autori delle pagine che, sotto forma di diario, si rincorrono fra memorie, citazioni, stimolazioni sensoriali, segnalazioni di libri ed …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Clara Dupont – Monod (2022), Adattarsi, Traduzione di Tommaso Gurrieri, Edizioni Clichy (FI)

"Ma i bambini sono gli unici a scambiare le pietre per giocattoli. Ci danno un nome, ci colorano, ci ricoprono di disegni e di scritte, ci dipingono, ci incollano addosso gli occhi, una bocca, capelli di fili d’erba, ci impilano per fare case, ci lanciano per farci rimbalzare, ci mettono in fila per fare la …

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TartaRugosa ha letto e scritto di: José Saramago (2003), Le intermittenze della morte, Traduzione di Rita Desti, Feltrinelli, Milano

José Saramago torna con il suo surrrealismo a proporci una storia basata sul “cosa succederebbe se…” e questa volta la protagonista è niente meno che la morte. In un Paese senza nome, dalla mezzanotte del trentuno dicembre, non muore più nessuno. Nel vortice del classico stile di scrittura di Saramago, quello che costringe a non …

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