TartaRugosa ha letto e scritto di: Kent Haruf (2017), Le nostre anime di notte, Traduzione di Fabio Cremonesi, Enne Enne Editore, Milano

TartaRugosa ha letto e scritto di:
Kent Haruf (2017)
Le nostre anime di notte
Traduzione di Fabio Cremonesi
Enne Enne Editore, Milano

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La notte porta il buio e il silenzio.

La solitudine non cercata in queste parentesi senza luce può spaventare e spingere a soluzioni insolite.

E’ quello che capita a Addie Moore, vedova, che in una sera di maggio sottopone a Louis una proposta irriverente.

Mi chiedevo se ti andrebbe qualche volta di venire a dormire da me.

Cosa? In che senso?

Nel senso che siamo tutti e due soli. Ce ne stiamo per conto nostro da troppo tempo. Da anni. Io mi sento sola. Penso che anche tu lo sia. Mi chiedevo se ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte. E parlare.

La vita a settant’anni fa i conti col passato.

Addie, dopo la morte della figlia undicenne Connie, ha mantenuto col marito una relazione di facciata.

Non c’era più intimità fra di noi. Eravamo cordiali e, come dire, formalmente gentili e educati, nient’altro. … Ti prendi cura dell’altro quando sta male e di giorno fai quello che pensi sia il tuo dovere. Carl mi regalava dei fiori per salvare le apparenze e la gente in città pensava, Che carino. Ma tra noi in segreto c’era sempre questo silenzio.

Suo figlio Gene si porta ancora addosso la responsabilità della morte della sorellina e non conduce una vita affettiva serena.

Louis, il secondo protagonista e destinatario dell’insolita proposta, è taciturno e introverso, non ha mai speso molto tempo a parlare di sé e dei suoi sentimenti.

Credo che a volte si sia caratterialmente inadeguati … Questo è un peccato.

Vedovo, non è stato fedele nella sua vita coniugale, ma alla fine ha scelto la moglie e la figlia, rinunciando totalmente alle tentazioni.

Da me non ha mai avuto ciò che avrebbe desiderato. … Io l’ho delusa. Avrebbe dovuto trovarsi qualcun altro.

Sono tutte notizie che si svelano a poco a poco, in una timida intimità che notte dopo notte si sviluppa con Addie, creando un dialogo profondo come mai forse nessuno dei due aveva prima sperimentato.

Il mormorio della gente del paese si alza da subito. Occhi indiscreti seguono quelle visite notturne che, dopo l’iniziale riserbo, diventano sempre più palesi.

E’ scandaloso che due vecchi dormano insieme, questa è l’opinione generale. Solo Ruth rielabora l’iniziale diffidenza e si allea con la nuova coppia “part-time”. Ma Ruth muore.

Non sono esenti dalle perplessità anche i figli di Addie e Louis.

Cosa stai combinando con Addie Moore? … Non sapevo che ti interessasse o che la conoscessi così bene.

Infatti. Prima non era così. Ma è proprio questo a rendere divertente la faccenda. Conoscere bene qualcuno alla mia età, E scoprire che ti piace e che in fondo non sei completamente inaridito.

A me sembra solo imbarazzante.

Ancor peggio la reazione del figlio di Addie, Gene, che in crisi sia affettiva che economica, decide di affidare per un certo periodo il figlioletto Jamie alla nonna.

Ho sentito che anche tu stai qui da mia madre. …Che storia è questa?

Amicizia. Prima di tutto.

Cosa ti prende, chiese Addie. Lo sapevi già.

Cosa mi prende? Mia madre va a letto con un vecchio vicino mentre mio figlio è nella stanza accanto e io non dovrei fare domande.

L’ingresso di Jamie nella casa di Addie provoca radicali cambiamenti.

Le visite notturne, i ricordi e i racconti vengono momentaneamente sospesi. Infatti Jamie ha il sonno disturbato e nei suoi risvegli improvvisi cerca la vicinanza della nonna per essere rassicurato.

Ma si tratta solo dell’inizio perché a poco a poco Louis inizia a diventare un importante punto di riferimento per il ragazzino, facendogli scoprire la natura, i piccoli lavori manuali del giardinaggio, le gite in tenda in mezzo ai boschi, la compagnia di un cane.

Ognuno ritesse i propri strappi interiori e la vita può ancora offrire sogni e progetti.

E così, la vita non è andata bene per nessuno dei due, quantomeno non come ce la aspettavamo, disse Louis.

Anche se adesso, in questo momento, mi sta piacendo molto.

A me sta piacendo più di quanto io pensi di meritare, disse lui.

Oh, ma tu meriti di essere felice. Non credi?

Credo sia quello che mi sta capitando in questi ultimi mesi. Per un motivo o per l’altro.

Succede però che i legami forti si trasformino in ricatti, sfide e minacce.

Gene tenta di ricomporre la sua vita matrimoniale e Jamie se ne va senza poter salutare Louis. Per il piccolo ricominciano gli incubi notturni che vengono interpretati come pessime abitudini date dalla nonna e da chi ora sta al suo fianco.

Voglio che questa storia finisca.

Stai parlando della nostra storia, osservò Louis.

Sto parlando di te che ti intrufoli di notte nella casa di mia madre…. Gente della vostra età che si vede di notte, come fate voi…. Voglio che giri alla larga da lei. Che lasci stare mio figlio. E scordati i soldi di mia madre.

L’aut aut è irreversibile. O Addie rinuncia a quella che crede la sua nuova serenità o non rivedrà mai più Jamie.

E se nella coppia Addie appare come colei più determinata ad affrontare le sfide, ora la posta in gioco è troppo alta e assistiamo alla sua ricapitolazione.

La costruzione di un rapporto delicato e profondo si smantella miseramente di fronte alla drammatica scelta di perseguire la propria felicità o di mantenere il legame col nipotino.

Il conformismo, il giudizio e il pregiudizio, forse anche la gelosia hanno il sopravvento e poco importa che il piccolo Jamie soffra di questa separazione. Per lui la figura di Louis deve svanire definitivamente.

Una storia malinconica pervasa dall’insolenza e dall’invadenza del sociale.

Ma anche una storia fatta di forza e di rimessa in gioco per entrambi i protagonisti impegnati a rivedere il proprio passato e i propri errori in una forma inusuale ma significativa.

Che effetto ti fa adesso. Passare la notte qui.

La verità è che mi piace. Mi piace molto. Se non lo facessi, mi mancherebbe. Tu che ne pensi?

Adoro questa cosa. E’ meglio di quel che speravo. E’ una specie di mistero. Mi piace per il senso di amicizia. Mi piace il tempo che passiamo insieme. Starmene qui al buio di notte. Parlare. Sentirti respirare accanto a me se mi sveglio.

Anche a me piace tutto questo.
E allora parla con me, rispose lei
.

Altro tempo è trascorso. Addie è ora in casa di riposo dopo una frattura all’anca.

In questo tempo si intuisce che Gene e moglie siano rimasti quelli di sempre e che Jamie, crescendo, risolva le tensioni andandosene in camera sua.

E’ anche il tempo dei rimpianti e dei ricordi di una breve parentesi di amore.

Chi riesce ad avere quello che desidera? Non mi pare che capiti a tanti, forse proprio a nessuno. E’ sempre un incontro alla cieca tra due persone che mettono in scena vecchie idee e sogni e impressioni sbagliate. Anche se questo non vale per noi due. Non in questo momento, non oggi.

Di nuovo è Addie a prendere l’iniziativa, questa volta col cellulare.

Ti va di parlare con me?

Pensavo che non avremmo più parlato.

Devo, Non ce la faccio a continuare così. E’ peggio di prima che cominciassimo a vederci.

E Gene?

Lui non lo deve sapere. Possiamo sentirci per telefono la sera.

Amaro, ma pur sempre un accomodamento per ritrovarsi senza stravolgere decisioni incontrovertibili.

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